Il mercato crypto sta finalmente emergendo dalla zona più cupa del suo ciclo emotivo. L’indicatore di sentiment ha lasciato alle spalle la fascia di paura estrema, risalendo fino a un livello che non si vedeva da tre settimane. È un segnale di sollievo, ma non ancora di fiducia.
Bitcoin rimane sotto pressione, incapace per ora di riconquistare con decisione i livelli psicologici che potrebbero cambiare il tono del mercato. Questa combinazione – sentiment in miglioramento e prezzo ancora fragile – crea un clima emotivo complesso, quasi sospeso.
Gli investitori sembrano divisi tra due impulsi opposti: da un lato la sensazione che il peggio sia passato, dall’altro la paura che ogni rimbalzo possa essere solo temporaneo. È un mercato che prova a rialzarsi, ma con movimenti timidi, come se avesse ancora addosso il peso delle ultime settimane.
Eppure, uscire dalla paura estrema non è un dettaglio. Storicamente, questi momenti segnano l’inizio di una fase in cui il rapporto rischio–rendimento torna a essere interessante. Non significa che la volatilità scompaia, né che la strada sia libera. Significa solo che il mercato ricomincia a respirare.
Oggi il sentiment non è più paralizzato, ma non è nemmeno sereno. È in transizione. È un equilibrio instabile, fatto di cautela, speranza e memoria recente delle scosse. Ed è proprio in questi spazi di incertezza che spesso nascono i nuovi cicli.
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